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SAMOTO e le corse: Pietrinferni, Piccirilli e le Honda che fecero la storia a Vallelunga

Negli anni Settanta il motociclismo italiano vive una delle sue stagioni più affascinanti. Le moto derivate dalla produzione di serie diventano protagoniste di gare combattutissime, seguite da un pubblico numeroso e capaci di trasformare piloti, preparatori e officine in autentici punti di riferimento per gli appassionati.

A Roma uno dei nomi destinati a legarsi indissolubilmente a questa stagione è SAMOTO, concessionaria Honda e vera e propria fucina di moto da competizione. È in questo ambiente che si intrecciano le storie di Carlo Murelli, Tommaso Piccirilli e Felice Pietrinferni, fino alla straordinaria vittoria assoluta nella 500 Km di Vallelunga del 1973.

SAMOTO, Honda e le corse a Roma

La SAMOTO diventa negli anni Settanta uno dei principali riferimenti romani per Honda e per le competizioni riservate alle moto derivate dalla serie. Nel reparto corse dell’officina di via Gregorio VII vengono preparate prima le Honda CB500 e successivamente le CB400, trasformando motociclette nate per la strada in mezzi estremamente competitivi.

Una figura fondamentale di questa storia è Carlo Murelli, capo officina e preparatore SAMOTO. Il piccolo reparto corse romano diventa il laboratorio nel quale Murelli sviluppa alcune delle Honda più competitive dell’epoca. La sua esperienza lo porterà successivamente direttamente in Honda, dove dal 1979 lavorerà anche al rivoluzionario progetto della Honda NR500 a pistoni ovali.

Tommaso Piccirilli, il “Re di Vallelunga”

Tra i piloti maggiormente legati alla SAMOTO c’è Tommaso Piccirilli, uno dei grandi protagonisti delle derivate di serie e particolarmente efficace sul circuito romano di Vallelunga.

Nel 1973 Piccirilli entra nella scuderia Honda SAMOTO e proprio in quell’anno viene affiancato da Felice Pietrinferni. I due si conoscono già bene e condividono la passione per la meccanica, le prove e le competizioni motociclistiche.

Pietrinferni aveva iniziato a correre alla fine degli anni Sessanta. Nel 1971 aveva partecipato al Campionato Italiano Velocità Junior con l’Aermacchi Ala d’Oro e nel 1972 alle gare per Derivate di Serie con una Kawasaki 500 tre cilindri.

Il 1973 rappresenterà uno degli anni più importanti della sua attività agonistica.

1973: Pietrinferni e Piccirilli sulla Honda 500 SAMOTO

La stagione vede Felice Pietrinferni impegnato nelle principali gare di durata. Arriva secondo nella categoria A alla 500 Km di Modena, ottiene il secondo tempo nelle qualifiche della 500 Km di Monza e conquista il primo posto alla 500 Km di Misano Adriatico.

Ma è a Vallelunga che arriva il risultato destinato a entrare nella storia.

La vittoria assoluta alla 500 Km di Vallelunga

Alla 500 Km di Vallelunga del 1973, Felice Pietrinferni e Tommaso Piccirilli vengono schierati con una Honda CB500 Four ufficiale SAMOTO preparata da Carlo Murelli.

Sulla carta la piccola 500 parte svantaggiata. In gara ci sono motociclette di cilindrata decisamente superiore, comprese le potenti Suzuki GT 750 Vallelunga.

La Honda SAMOTO, però, è velocissima e soprattutto perfettamente adattata alle caratteristiche del circuito romano.

Nel finale la Suzuki 750 di Sciaresa e Barzanti, che conduce la gara, viene rallentata da problemi alla trasmissione. La Honda di Piccirilli e Pietrinferni recupera rapidamente terreno.

La rimonta si conclude con un risultato eccezionale: la Honda 500 SAMOTO conquista il primo posto assoluto nella 500 Km di Vallelunga, battendo anche le moto della classe 750.

Un successo rimasto nella memoria delle competizioni italiane per derivate di serie e ricordato ancora oggi nelle ricostruzioni storiche dedicate a quel periodo.

Le Honda SAMOTO dopo il 1973

L’esperienza maturata con le CB500 non rimane isolata. Negli anni successivi SAMOTO continua lo sviluppo delle Honda destinate alle competizioni.

Dopo la tragica scomparsa di Tommaso Piccirilli nel 1975, la squadra valuta anche la possibilità di abbandonare le corse. L’arrivo della nuova Honda CB400F Super Sport apre però una nuova fase.

La moto viene profondamente sviluppata dalla SAMOTO per poter competere nella classe 500. Per la stagione 1976 viene realizzato uno specifico kit SAMOTO 400 che comprende, tra le altre modifiche, canne e pistoni maggiorati per portare la cilindrata a 498 cm³, guarnizioni in rame, alberi a camme speciali e modifiche all’alimentazione.

Giovanni Pelletier e la SAMOTO 400

Il nuovo protagonista della squadra diventa Giovanni Pelletier.

Con la Honda 400 SAMOTO, Pelletier domina nel 1976 la classe 500 dei due principali campionati italiani dedicati alle derivate dalla serie, conquistando sia il Trofeo Nazionale Maximoto sia il Trofeo Magnani.

Tra i risultati della stagione figurano vittorie a Vallelunga, Misano e Monza. La documentazione dell’epoca ricorda inoltre la vittoria della Honda SAMOTO nella terza prova di qualificazione del Campionato Italiano Junior disputata a Vallelunga.

Dalla SAMOTO alla Honda Racing

Il lavoro svolto a Roma diventa anche un’importante esperienza tecnica per Carlo Murelli.

Nel 1978 Honda Italia affida alla SAMOTO lo sviluppo del kit destinato alla Honda CB125S utilizzata nel Trofeo Honda Italia Coupe d’Endurance. Il kit comprende interventi sul pistone, sull’albero a camme e sull’impianto di scarico.

L’anno successivo Murelli compie il grande salto: entra nel reparto corse Honda e lavora al progetto della rivoluzionaria NR500.

Dietro quella carriera internazionale rimane quindi anche l’esperienza maturata nel piccolo reparto corse della SAMOTO di Roma e nelle domeniche trascorse a preparare le Honda che correvano a Vallelunga.

Felice Pietrinferni e un motociclismo fatto di piloti e meccanici

La storia della SAMOTO permette anche di comprendere meglio la figura di Felice Pietrinferni.

Felice non fu soltanto un pilota. La competizione rappresentava per lui anche un laboratorio nel quale sperimentare soluzioni meccaniche e telaistiche, una caratteristica che accompagnerà tutta la sua attività successiva.

Negli anni seguenti continuerà infatti a progettare e costruire mezzi da competizione, tra cui un sidecar con motore Suzuki 750 tre cilindri e il particolare Pentamotor, realizzato con motore Benelli 250 quattro cilindri e un telaio completamente progettato da Pietrinferni.

La vittoria del 1973 resta però uno dei momenti simbolo della sua storia: Felice Pietrinferni e Tommaso Piccirilli, una Honda 500 SAMOTO e una vittoria assoluta contro le più potenti 750 sulla pista di Vallelunga.

Un capitolo della storia motociclistica romana

SAMOTO, Carlo Murelli, Tommaso Piccirilli, Giovanni Pelletier e Felice Pietrinferni appartengono a una stagione nella quale il confine tra officina e pista era sottilissimo.

Le motociclette arrivavano dalle concessionarie e venivano smontate, alleggerite, elaborate e continuamente perfezionate. Piloti e meccanici lavoravano fianco a fianco e Vallelunga rappresentava per molti di loro il principale banco di prova.

Ricostruire oggi questa storia significa conservare non soltanto risultati e classifiche, ma anche la memoria di una generazione di tecnici e piloti che contribuì allo sviluppo del motociclismo sportivo italiano.

Fonti e approfondimenti

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